La noia
One of the great subjects of the realist novel is boredom - narrow experiences in small places and unsympathetic groups. There is no greater study of boredom than Madame Bovary - which is nevertheless never boring, but always both terrifying and simultaneously gleeful over its own accuracy. A. S. Byatt nel suo articolo sul Guardian interpreta Madame Bovary come romanzo della borghesia e spiega perchè, pur rileggendo il libro in un periodo della sua esistenza in cui non si sente minacciata dal percorso di Emma, non lo ritiene un libro romantico. Madame Bovary non è una storia bella: è il racconto di una donna egocentrica e viziata dalle sue idee di romanticismo estratte da romanzi per ragazze di dubbia qualità. Il racconto di una donna che, delusa dal suo matrimonio, incapace di integrarsi nella sua nuova realtà, porta se stessa e la sua famiglia alla rovina morale ed economica. Ma l’antipatia nei confronti di un personaggio così meschino si mescola alla consapevolezza che Emma rappresenta il nuovo tipo di donna e che la sua vita è un esempio realistico nella società in cui viviamo. La lucidità con cui Flaubert ci presenta il suo declino costituisce la bellezza di questo romanzo: una bellezza algida che ci attira e ci terrorizza.
Erica Jong invece è più interessata a the heroine’s fondness for reading. She dies because she has attempted to make her life into a novel - and it is the foolishness of the quest that Flaubert’s clinical style mocks. In questo articolo la Jong vede Emma come un’eroina che tocca i nostri cuori perchè è alla ricerca di qualcosa di autentico ed importante, perchè vuole che la sua esistenza sia significativa. Forse ci identifichiamo in Emma perchè anche noi percepiamo il vuoto al centro delle cose, un vuoto che cerchiamo di riempire con libri, fantasie, sesso, cose.

